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qualcosa su

 

di me

Cronologia

 

1956
Anno di nascita
1974
Diploma di maturità scientifica
1975
Prime esperienze pedagogiche e di conduzione di gruppo
Consigliere comunale di Trezzano sul
Naviglio
1977
Inizio pratica del Karate Shotokan
1978
Inizio dell'esperienza nei soggiorni di vacanza dell'Enel
1979
Servizio militare di leva
1980
Training triennale di formazione psicosociologica
1981
Progettazione e direzione soggiorni di vacanza dell'Enel Lombardia
1984
Laurea in filosofia, tesi sui  soggiorni di vacanza
per minori con Riccardo Massa, Università degli Studi di Milano
1985
Fondazione dello Studio Dedalo di Milano, studio di consulenza pedagogica
Inizio della collaborazione con Riccardo Massa e l'Istituto di Pedagogia dell'Università Statale di Milano
1988
Inizio insegnamento Pedagogia generale e sociale nelle Scuole Regionali per educatori 
Pubbicazione primi contributi pedagogici su riviste e testi collettanei
1991
Pubblicazione di "Soggiorni di vacanza per minori" Unicopli, MIlano
Inizio pratica Kung fu Hung Gar
1994
Avvio della Scuola per consulenti pedagogici dello Studio Dedalo di Milano
1997
Pubblicazione de "Il setting pedagogico. Vincoli e possibilità per l'interazione educativa", Roma, Nis (poi Carocci)
2001
Inizio insegnamento Teoria e metodi sistemi socioeducativi a Scienze dell'educazione dell'Università Bicocca di Milano
Pubblicazione di "Bisogno di governo. Problemi e prospettive del coordinamento nei servizi sociali", Angeli, MIlano
2003
Pubblicazione di "Lezioni di pedagogia interazionale.", Magma edizioni, Pesaro
2005
Inizio insegnamento di Difesa relazionale
2006
Pubblicazione di "Con occhi di padre. Diario di un amore ai confini del possibile", Città aperta edizioni, Troina
Primo blog e prima pagina Facebook
2007
Nasce il blog Cronachepedagogiche
2008
Fondazione del Centro Studi Riccardo massa, Milano
2010
Inizio insegnamento Pedagogia generale, corso per Educatori professionali della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Milano
2011
Terza edizione di "Con occhi di padre. Viaggio attorno a quel che resta del mondo", Erickson, Trento
Inizo pratica Kung fu Wing Chun
Chiusura dello Studio Dedalo
2012
Fondazione dell'Associazione Dedali. Idee e reti di prassi pedagogiche
2013
Pubblicazione di "La Scena educativa. Un approccio  interazionale alla consulenza pedagogica", Libreriauniversitaria.it
 
 
Università e dintorni
Ho una laurea in filosofia. Pare si senta.
Mentre frequentavo l'Università, mi sono formato nella conduzione di gruppo.
Del resto avevo iniziato a condurre gruppi negli anni giovanili dell'impegno politico.
In quegli stessi anni ho avuto le mie prime esperienze pedagogiche e ho iniziato a parlare in pubblico.
Vacanze di lavoro
Mi sono occupato di vacanze per ragazzi a cavallo tra l'università e i primi anni della professione.
Prima da educatore. Poi le ho progettate e dirette, teorizzate e valutate, selezionato e formato gli operatori.
Sedici anni in tutto.
In sostanza buona parte di ciò che so del mio mestiere, nasce da quella esperienza.
Passioni marziali
Qualche anno prima, verso la fine dell'adolescenza, avevo iniziato ad andare in montagna e a praticare l'arte marziale.
Due amori che coltivo ancora.
Però, a differenza della montagna con la quale ho incontri occasionali, l'arte marziale mi accompagna nella quotidianità.
Mi ha formato e mi forma tuttora, portando il mio corpo in ogni cosa che faccio.
Professione compresa.
Gli inizi
Bussavo alle porte dei potenziali clienti, armato di biglietto da visita e valigetta ventiquattore, quando l'inchiostro del mio diploma di laurea non si era ancora asciugato.
E' servita ovviamente una bella dose di faccia tosta, persino una certa supponenza, ma è così che ho imparato a mettere a frutto l'esperienza maturata sino a quel momento per aiutare gli altri a imparare dalla propria.
 
Lo Studio Dedalo
Ho iniziato a praticare un mestiere, inventandomi il mestiere che stavo praticando.
L'abbiamo fatto in due, Rosa Ronzio e io, intraprendendo insieme l'avvventura dello Studio Dedalo. Un'avventura durata un quarto di secolo.
Nel corso degli anni abbiamo  dato corpo alla Consulenza Pedagogica, dandole il nome con il quale, più tardi, l'Università avrebbe creato percorsi di specializzazione.
Abbiamo attraversato in lungo e in largo i territori della formazione, creato e sperimentato modelli di intervento, formato allievi, coinvolto collaboratori.
Alla fine lo Studio Dedalo, come tutte le avventure straordinarie, ha  concluso il suo periplo consegnando a molte persone la responsabilità di un lascito che ognuno ha il compito di trasformare nella propria eredità.
Me compreso.
La Scuola per consulenti pedagogici
L'insegnamento
Dopo dieci anni scarsi di Consulenza pedagogica, abbiamo sentito il bisogno di formare altri al mestiere che stavamo creando. Erano gli inizi degli anni '90 e volendo contare su dei collaboratori, non c'erano molte altre scelte.
Le esperienze di formazione per formatori e consulenti a disposizione erano tutte a orientamento psicologico e varianti. L'Università, dal canto suo, era ancora lontana dalle lauree magistrali in pedagogia e dagli indirizzi professionali.
Dunque abbiamo fatto da noi, conducendo un trittico di seminari propedeutici affollatissimi che hanno lanciato nel '94 il primo ciclo biennale della Scuola per consulenti pedagogici dello Studio Dedalo di Milano.
Il bisogno di accedere a un livello di professionalità pedagogica superiore era forte, e decine di educatori professionali, insegnanti, coordinatori e formatori hanno attraversato questa storia lungo l'arco dei suoi tredici anni di vita. 
Non tutti gli allievi hanno poi intrapreso questa professione. Molti l'hanno reinterpretata inventandose di nuove. Altri hanno continuato a fare quello che già facevano, ma con una prospettiva e uno sguardo profondamente mutati.
Un pensiero va a tutti e a tutte loro, assieme alla mia socia Rosa Rozio, compagni e compagne di uno straordinario viaggio.
 
Nel frattempo ho insegnato.
Dapprima nelle Scuole regionali per operatori sociali, per approdare poi alla Facoltà di Scienze della formazione di Milano Bicocca e, attualmente, a Medicina e chirurgia.
Materie pedagogiche, ovviamente.
In pratica ho iniziato a insegnare agli educatori in erba sin dagli albori della mia professione, anche se l'insegnamento universitario non è la mia professione.
Però, o forse proprio per questo, incontrare chi ha appena scelto di fare dell'educazione il proprio mestiere e sta cercando di capirne contorni e senso, resta per me un appuntamento irrinunciabile.
Per lo meno  sino a quando le circostanze me lo permetteranno.
La ricerca
Sempre fresco di  laurea, ho iniziato a collaborare con il  dipartimento di Pedagogia della Statale di Milano, molti anni più tardi  trasferitosi armi e bagagli  a costituire la struttura portante della nuova Facoltà di Scienze della formazione della Bicocca.
Riccardo Massa, direttore del Dipartimento prima e primo Preside della Facoltà poi, è  stato mio  maestro e mentore.
Con lui mi sono laureato, con lui ho mosso i primi passi nei territori della ricerca, con lui ho preso parte alla nascita della Clinica della formazione.
Alla sua scomparsa improvvisa, giusto il tempo di avviare la nuova esperienza della Bicocca, assieme ad altri suoi allievi e collaboratori, ho partecipato alla fondazione del Centro Studi Riccardo Massa, a lui e alla sua eredità culturale e scientifica dedicato.
La scrittura
E ho sempre scritto. In molti casi pubblicato.
Non ho prodotto best-seller, almeno per il momento, ma ci sono miei libri in circolazione da anni, magari non facili da trovare, ma ancora nei cataloghi.
Scrivo di educazione, ovviamente, dalla forma saggistica a quella più personale.
E ne scrivo un po' ovunque, in ogni caso, blog e socialnetwork compresi.
Scrivere è uno dei modi per pensare che frequento più volentieri.
Leggermi significa in sostanza voler pensare assieme a me.
La paternità
A un certo punto di questi percorsi sono anche diventato padre. Di una figlia disabile.
Una tempesta della vita che ha segnato tutto ciò che ero e facevo: lavoro, insegnamento, arte marziale, ricerca, scrittura. Trasformandolo radicalmente verso direzioni insospettate e insospettabili.
Con maggiore fatica e difficoltà forse, ma infinitamente più ricche di pensiero ed emozioni.